Per ottenere barbabietole che soddisfino le esigenze agricole ed industriali è necessario abbandonare le concimazioni basate sulla pratica, ma programmare apporti fertilizzanti ricavati dalle analisi dei terreni e delle foglie
Servizio Agronomico ABI
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| Alcuni fertilizzanti frequentemente impiegati nella concimazione delle bietole |
I fertilizzanti
sono tra i più importanti mezzi tecnici per incrementare la produttività
delle colture, in quanto lapporto di elementi nutritivi mancanti stimola
lo sviluppo delle piante. La concimazione con i principali macroelementi (azoto,
fo-sforo e potassio), viene praticata in larga misura in modo empirico, senza
tenere conto delle reali necessità della coltura e della effettiva disponibilità
di elementi nutritivi del terreno. Un tale modo di operare crea inevitabilmente
problemi di vario genere, con conseguenze negative per la produzione, la qualità,
i costi e limpatto ambientale.
Tra le colture erbacee estensive, la barbabietola da zucchero è certamente
quella che maggiormente risente di apporti fertilizzanti non adeguati, evidenziando,
secondo i casi, perdite produttive o peggioramenti della qualità industriale.
Particolarmente critico risulta il dosaggio dellazoto, per i vistosi effetti
che lelemento è in grado di esercitare sia sulla produzione di
saccarosio che sulla qualità industriale.
Per le problematiche sopra esposte, si comprende la necessità ormai non
più rimandabile di abbandonare gli apporti fertilizzanti effettuati empiricamente,
senza tenere conto delle effettive disponibilità di elementi nutritivi
del terreno e dei fabbisogni delle colture, ma di programmare una concimazione
guidata, basata su indicazioni analitiche.
Scopo di questo articolo è quello di fare il punto della situazione in
merito alle possibilità ed agli strumenti che i bieticoltori ed i tecnici
bieticoli possono disporre per garantire alle coltivazioni di bietole un apporto
di elementi nutritivi equilibrato, che soddisfi sia le esigenze agricole che
industriali.
Prelevamento dei campioni
Il prelevamento dei campioni di terreno o di foglie da sottoporre ad analisi,
è una operazione da effettuare con la massima attenzione, seguendo rigorosamente
le indicazioni riportate in merito.
Si comprende infatti la necessità di rappresentare con sufficiente precisione
grandi quantità di terreno o biomassa fogliare, con campioni che tenuto
conto delle procedure di laboratorio non dovrebbero superare il peso di alcuni
chilogrammi o ettogrammi, rispettivamente per terreno e foglie.
Campioni prelevati frettolosamente, con attrezzature non adeguate, hanno generalmente
scarsa rappresentatività, pertanto lin-dicazione analitica che
ne deriva non sarà attendibile.
Nelle figure 1-2 abbiamo sintetizzato le principali operazioni da effettuare
nel prelievo dei campioni, indicando le epoche ottimali di prelievo in rapporto
al tipo di analisi, i tempi e le condizioni di una eventuale conservazione ed
i tempi di risposta massimi entro i quali il laboratorio dovrebbe restituire
i valori analitici per un pronto utilizzo in campo.
| FIG. 1 | MODO DI PROCEDERE NEL PRELIEVO DI CAMPIONI DI TERRENO E DI FOGLIE | ||||||
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Campioni
di terreno
In merito al prelevamento di campioni di terreno si consiglia di operare nel
modo seguente:
- procurarsi una sonda campionatrice in grado di prelevare carote di 4-6 cm.
di diametro.
- ogni campione se prelevato su superfici fino a 2 Ha, dovrà essere composto
da almeno 15 prelievi (carote), procedendo a croce o a zig-zag sullintera
area oggetto di campionamento.
Campionamenti su superfici superiori ai 2 Ha, che francamente sconsigliamo,
secondo le indicazioni del D.M. maggio 1992 relativo ai metodi ufficiali di
analisi chimica del suolo dovrebbero prevedere almeno 6 prelievi per Ha (Es.
3Ha = 18 prelievi; 4 Ha = 24 prelievi).
- la profondità di prelievo, per la maggior parte delle determinazioni
chimico-fisiche, deve interessare il profilo normalmente interessato alle lavorazioni
(30-50 cm.). Per lazoto minerale la profondità minima di prelievo
è di 50 cm. in quanto come è noto questo elemento, essendo poco
trattenuto dai colloidi può raggiungere profondità maggiori.
Lepoca ottimale di prelievo per le analisi chimico-fisiche è il
periodo estivo o autunnale, campionando i terreni dopo la raccolta dei prodotti
(Es. stoppie di frumento), prima di effettuare concimazioni organiche o minerali.
Su tali campioni possono essere dosati in modo attendibile elementi quali: azoto
totale, fosforo assimilabile, potassio scambiabile ed altri macro e microelementi.
Per la valutazione dellazoto assimilabile (nitrico e ammoniacale) è
consigliabile prelevare i campioni in prossimità della semina, in quanto
campionamenti troppo anticipati potrebbero fornire valori di scarsa attendibilità
a causa delle rapide variazioni che lazoto assimilabile può subire
per dilavamento e attività microbica (immobilizzazione, mineralizzazione
o denitrificazione).
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| Prelievo di campione di foglie su bietole allo stadio di 4 foglie vere per mezzo di pinza campionatrice. Il prelievo di campioni di foglie in questo stadio risulta agevole, operando con la pinza campionatrice è possibile raccogliere una porzione di foglia da 100-150 piante in 15-20 minuti, quindi formare un campione rappresentativo, che al termine del lavoro sarà contenuto in una provetta. |
Campioni
di foglie
Lanalisi dei tessuti fogliari può fornire valide indicazioni circa
lo stato nutrizionale delle piante per molti elementi nutritivi. In questo specifico
caso ci limitiamo a considerare lazoto, per le difficoltà che comporta
una corretta valutazione dellelemento, al fine di soddisfare in modo razionale
i fabbisogni della barbabietola.
Per questo scopo lepoca di prelievo consigliata è quella delle
4-6 foglie vere, in quanto in questo stadio le piantine di bietole hanno un
apparato radicale già sufficientemente sviluppato ed è ancora
possibile intervenire con concimazioni azotate di copertura per ovviare a carenze.
Il prelievo di campioni di foglie in questa epoca risulta agevole. Operando
con una pinza campionatrice è possibile raccogliere una porzione di lembo
fogliare da circa 100-150 piante in 15-20 minuti, quin-di formare un campione
rappresentativo in quanto composto da un elevato numero di prelievi, che al
termine del lavoro è contenuto in una provetta. Se non si dispone di
una pinza campionatrice si può procedere ugualmente al campionamento
prelevando una foglia da circa 50 bietole per ettaro.
Il modo di procedere nel prelievo dei campioni di foglie è illustrato
in fig. 1, in pratica si consiglia di procedere seguendo la diagonale dellappezzamento,
campionando pezzi di fila composti da 10-15 piante.
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| TIPO ANALISI | EPOCA
DI PRELIEVO |
FREQUENZA ANALISI |
CONSERVAZIONE | TEMPO
MAX. RISPOSTA ANALISI |
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| Fosforo Potassio Azoto totale |
Estate-Autunno | 4-5 anni | Temperatura ambiente | 15-20 giorni | ||
| Azoto minerale | Febbraio | 1 anno | Surgelazione -20°C | 5 giorni | ||
| Azoto fogliare | Stadio
4-6 foglie vere (max 8) |
1 anno | Freddo
+2/+4 °C max. 3-4 giorni |
2 giorni | ||
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| Un
portaprovette da 15x30 cm. contiene 40 campioni |
Concimazione
azotata
La determinazione della dose ottimale di azoto da somministrare alla barbabietola
presenta notevoli difficoltà per i numerosi fattori influenti. E
noto che la disponibilità azotata è altamente influenzata dal
tipo di terreno e dalle sue condizioni (tessitura, struttura), dal contenuto
di sostanza organica e azoto totale, dallattività dei microrganismi,
dal clima (temperatura, precipitazioni), dallo sviluppo ed approfondimento dellapparato
radicale della bietola. Per tali motivi la quantità di azoto assimilabile
è soggetta da un anno allaltro e anche nello stesso anno a sensibili
variazioni, che rendono difficile la predisposizione di un piano di concimazione
basato unicamente sull'analisi chimica dei terreni.
Gli anni '95 e '96 a causa di anomali andamenti climatici, caratterizzati da
precipitazioni particolarmenti abbondanti nel periodo primaverile, hanno evidenziato
limportanza e la difficoltà di gestire un corretto apporto azotato,
infatti si sono potuti osservare diffusi ingiallimenti causati da asfissia radicale
per la saturazione dei terreni. Questo dimostra la notevole incidenza che la
cattiva struttura e la saturazione del terreno, esercitano sullassimilazione
dellazoto da parte della bietola. In pratica lazoto nel terreno
può essere presente in quantità sufficiente ma la coltura non
è in grado di assimilarlo.
Ritengo che attualmente la cosa più proponibile, al fine di guidare la
distribuzione di concimi azotati per la bietola (vedi Fig. 3), sia quella di
prelevare campioni di terreno a fine inverno (febbraio) su cui determinare lazoto
minerale o azoto minerale più organico solubile, per poter orientare
la quota azotata da apportare in pre-semina. La concimazione azotata sarà
completata in copertura sulla base dei risultati dellanalisi fogliare
effettuata allo stadio di 4-6 foglie vere.
Nelle figure 4-5 sono riportati i quantitativi di azoto da apportare, sia in
pre-semina che in copertura, in base alle indicazioni ricavate dallanalisi
del terreno e dei tessuti fogliari.
Tra i fertilizzanti azotati, sulla base di considerazioni relative a: caratteristiche
tecniche, costo dellunità fertilizzante, praticità dimpiego,
si consiglia di utilizzare UREA 46% o NITRATO-AMMONICO 26-27% (33-34%). Lurea
sarebbe preferibile utilizzarla in pre-semina interrata, al fine di evitare
possibili perdite per volatilizzazione, mentre il nitrato ammonico può
essere impiegato sia in pre-semina che in copertura.
| FIG. 3 | EPOCHE
E TIPI DI CAMPIONAMENTI DA EFFETTUARSI PER DETERMINARE LA QUANTITÀ DI CONCIME AZOTATO, FOSFATICO E POTASSICO DA APPORTARE ALLE BIETOLE |
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| Sonda manuale per prelevare campioni di terreno. La profondità di campionamento per determinare fosforo e potassio può essere limitata a 30-50 cm. Per il dosaggio dellazoto assimilabile tale profondità dovrà essere minimo 50 cm. in quanto frequentemente, sia lazoto che le radici delle bietole raggiungono profondità notevolmente superiori (90-100 cm.) |
Concimazione
fosfatica
La barbabietola da zucchero è coltura che risponde positivamente alla
concimazione fosfatica, qualora il terreno presenti una scarsa dotazione di
base. La situazione attuale della maggior parte dei terreni Italiani risulta
favorevole in rapporto a questo elemento, in quanto molti terreni, a differenza
del passato, presentano una dotazione di fosforo assimilabile sufficiente o
buona (15-30 mg/Kg di fosforo assimilabile con il metodo Olsen). Tale arricchimento
è indubbiamente conseguenza delle abbondanti concimazioni fosfatiche
praticate, per molti anni a livelli doppi o tripli rispetto alle reali asportazioni
delle principali colture, che indicativamente è di 40-60 Kg/Ha di anidride
fosforica.
Il fosforo è un elemento fortemente trattenuto dal terreno, quindi con
mobilità molto bassa, per tale motivo deve, al fine di facilitarne lutilizzo
da parte della bietola fin dalle prime fasi di sviluppo, essere localizzato
nel solco di semina. La quota di fosforo localizzata riveste un ruolo molto
importante sia come effetto starter nelle prime fasi di sviluppo
della bietola, ma anche come rimedio a carenze di dotazione del terreno non
corrette con adeguati apporti di fondo.
La concimazione fosfatica di fondo, con distribuzione prima delle lavorazioni
principali (aratura o estirpatura), deve essere mantenuta come arricchimento,
solo nei terreni carenti (< 10-15 mg/Kg di fosforo).
In merito alle quantità di fosforo da apportare in rapporto alla dotazione
del terreno si consiglia di consultare la Fig. 8.
Per la localizzazione
si raccomanda di utilizzare esclusivamente PERFOSFATO TRIPLO 46-48% di P2O5
o PERFOSFATO MINERALE 19-21%, evitare a tale scopo qualsiasi concime azotato,
complesso o potassico poichè provocherebbero la morte dei germinelli.
| FIG. 6 | UTILIZZAZIONE
AZOTO PER LA BIETOLA Controllo tra fertilizzanti azotati |
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| Tra i composti azotati la bietola utilizza meglio le forme nitriche. Nel grafico sono riportati i risultati di prove, espressi come indici % rispetto al Nitrato di calcio, effettuate dallIstitute Technique de la Batterave, somministrando alle bietole concimi formulati con lisotopo pesante dellazoto (N15). Come si può notare il fertilizzante meglio utilizzato è risultato il Nitrato di calcio, segue il Nitrato ammonico (-13,5%), lUrea (-28,1%) e il Solfato ammonico (-39,8%) | |
| FIG. 7 | VARIAZIONE
PRODUZIONE SACCAROSIO E CONTENUTO IN AZOTO FOGLIARE Prove di 24 località nel triennio 1994-1996 |
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| Il grafico illustra la relazione tra le variazioni di produzione del saccarosio conseguente ad un apporto aggiuntivo di 40 Kg/Ha di azoto e il contenuto di azoto fogliare rilevato alle 4-6 foglie vere. Come appare evidente allaumentare del contenuto in azoto fogliare diminuiscono gli incremen-ti di resa saccarosio. Tali incrementi si azzerano per valori di azoto fogliare di circa 50 ss., e diventano negativi per valori di azoto fogliare superiori al 50 ss., indicando chiaramente un consumo di lusso. Lindice di correlazione riscontrato (r=-0,42), seppure non elevato, riteniamo possa essere ugualmente significativo in quanto ottenuto dai dati provenienti da molte località e 3 anni climaticamente differenti. | |
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| DOTAZIONE TERRENO |
TIPO DI TERRENO | APPORTI FOSFORO | ||||||
| MEDIO-IMPASTO POCO CALCAREO |
ARGILLOSO CALCAREO |
CONC. FONDO | LOCALIZZATO | |||||
| P (mg/Kg.) | P2O5 (mg/Kg.) | P (mg/Kg.) | P2O5 (mg/Kg.) | (P2O5 Kg./Ha) | (P2O5 Kg./Ha) | |||
| SCARSA | < 10 | < 23 | < 15 | < 34 | 80 - 120 | 50 | ||
| MEDIA | 10 - 20 | 23 - 46 | 15 - 25 | 34 - 57 | 40 - 80 | 50 | ||
| BUONA | 21 - 30 | 48 - 69 | 26 - 40 | 60 - 92 | 0 | 40-70 | ||
| ELEVATA | > 30 | > 69 | > 40 | > 92 | 0 | 0 | ||
| Concimi
fosfatici consigliati: PERFOSFATO MINERALE 19-21% P205 PERFOSFATO TRIPLO 46-48% P2O5 |
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Concimazione Potassica
La barbabietola è coltura che asporta notevoli quantità di potassio,
ma che raramente nei terreni Italiani risponde positivamente, ossia incrementando
la
produzione di saccarosio, alla concimazione potassica. Il potassio è
infatti presente in grande quantità nella maggior parte dei terreni Italiani,
pertanto raramente è necessario apportarlo con i concimi. Solo in presenza
di suoli con tessitura sabbiosa, a bassa capacità di scambio cationico,
e con dotazione in
potassio scambiabile inferiore a 60-80 mg/Kg. può essere utile concimare,
apportando le quantità indicate in Fig. 9.
Per la concimazione potassica si possono impiegare il SOLFATO POTASSICO 50-52%
K2O o il CLORURO POTASSICO 60-62%.
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| Prova parcellare di concimazione con fosforo e potassio. Nei terreni con scarsa dotazione fosfatica la bietola risponde positivamente allapporto di concime fosfatico, mentre gli incrementi produttivi indotti dalla concimazione potassica sono meno evidenti |
Conclusioni
Con questa breve illustrazione, ritengo di aver evidenziato la possibilità
di orientare più correttamente gli apporti fertilizzanti
per la barbabietola da zucchero. Lapplicazione di tali criteri porterebbe
miglioramenti per la produzione, la qualità, i costi e limpatto
ambientale.
Per tali motivi queste nuove tecniche andrebbero maggiormente promosse ed applicate,
informando gli agricoltori, indicando e/o sviluppando strutture
nelle varie zone bieticole in grado di effettuare le analisi e interpretare
i risultati.
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