
Breve storia della resistenza della Rizomania
di Enrico Biancardi
Nei paesi bieticoli europei,
dopo primavere fredde e umide, non era raro osservare sintomi come l'anormale
proliferazione del capillizio radicale, lo sviluppo stentato della coltura
e la bassa produzione di zucchero. Le cause erano genericamente attribuite
a "stanchezza del terreno". La sindrome sconosciuta destò
poche preoccupazioni fino agli anni 50, quando in Italia i campi interessati
dal fenomeno iniziarono a moltiplicarsi. Quasi subito, Bongiovanni osservò
che alcune varietà italiane resistenti alla cerco-spora erano le meno
danneggiate.
Le vere cause della malattia furono scoperte nel 1965 da Canova: si trattava
del virus BNYVV veicolato dal fungo unicellulare Polymyxa betae Keskin. Alla
malattia fu dato il nome di "rizomania", usato nel 1915 da Munerati
per indicare un anormale sviluppo delle radici di barbabietola.
I danni causati dal virus possono essere gravissimi e ridurre la produzione
anche dell'80% rispetto ai campi sani. Fortunatamente la diffusione della
malattia non è rapida come, ad esempio, la cercospora. Ciò non
toglie che in molte zone di coltivazione la superficie colpita a vari livelli
prevalga talvolta su quella considerata indenne. Nel caso della rizomania,
la lotta chimica con-tro il fungo vettore è troppo costosa e l'allungamento
della rotazione è del tutto inefficace.
Negli anni seguenti la malattia fu trovata in ogni parte del mondo, ad eccezione
delle zone di coltivazione più fredde. Fu subito chiaro che le uniche
speranze di controllare la malattia si basavano sulla ricerca di resistenze
genetiche.
I primi discreti livelli di resistenza furono trovati, come si è detto,
in varietà italiane resistenti alla cercospora, come l'Alba P. Un progresso
notevole fu ottenuto nel 1983 con la varietà Rizor, costituita da De
Biaggi alla SES di Massalombarda. La varietà si distingueva per una
resistenza di tipo monogenico dominante, molto più efficace della precedente.
Un altro passo avanti fu possibile alcuni anni dopo, con la costituzione negli
Stati Uniti di linee maschiosterili portatrici di una resistenza simile a
quella della varietà Rizor. Il nuovo carattere fu denominato "tipo
Holly" dal centro di selezione californiano che lo produsse.
Con la combinazione delle tre resistenze ed il continuo lavoro dei selezionatori,
il contollo della rizomania ha oggi raggiunto livelli molto buoni.
Recenti indagini svolte con moderni sistemi d'analisi del DNA, hanno confermato
non solo la similitudine tra le resistenze di tipo Rizor e di tipo Holly,
ma anche la probabile discendenza di entrambi dalla bietola marittima, come
da tempo è stato accertato per il tipo Alba. Siccome l'unico tentativo
riuscito d'incrocio tra la bietola coltivata e la bietola marittima è
quello che risale a Munerati, si ritiene che anche la resistenza alla rizomania
abbia avuto origine dal seme raccolto, nel lontano 1909, alla foce del Po
di Levante.